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Esplodere o implodere - disse Qfwfq - questo è il problema: che sia più nobile intento espandere nello spazio la propria energia senza freno, o stritolarla in una densa concentrazione interiore e conservarla ingoiandola. Sottrarsi, scomparire; nient'altro; trattenere dentro di sé ogni bagliore, ogni raggio, ogni sfogo, e soffocando nel profondo dell'anima i conflitti che l'agitano scompostamente, dar loro pace; occultarsi, cancellarsi: forse risvegliarsi altrove, diverso.
                                          da Le Cosmicomiche, L’implosione, incipit

Federica Zirotti
5 A

…risvegliarsi vuol dire aver dormito e magari sognato. Che poi i miei sogni ultimamente sono così strani, ma me li ricordo sempre, certo perché ho una buona memoria non come la Bea che invece non si ricorda mai niente se non fosse per me tutta la sua infanzia sarebbe sprofondata in un enorme buco nero, dove tutto è buio. Il buio, chissà perché certa gente ha paura del buio, è così rilassante.. io anche con un solo raggio di sole non dormo e infatti la domenica mattina mi alzo sempre presto perché la tapparella di camera mia è rotta, chissà quando mio padre si deciderà di farla aggiustare. Potrei provarci anch’io ma l’ultima volta che mio fratello l’ha fatto è successo un casino peggio di prima, perché aveva scoperto un nido di api che si era insediato sotto la tapparella, che poi mi ricordo che io mi ero nascosta in sala. Gli insetti mi fanno paura ma forse perché quand’ero piccola mio cugino mi buttava addosso gli insetti morti, le cavallette, ed io avevo un bel da fare per scappare, tanto lui mi raggiungeva sempre e allora io mi buttavo per terra per cercare di scampare all’infida sorte di trovarmi un insetto tra i capelli, ma così facendo mi sporcavo sempre i pantaloni d’erba. Ecco, mi viene da sorridere a pensare a tutto questo, quando giochi in mezzo a un prato e tutto è più semplice, non ci sono problemi e frustrazioni, basta un niente per farti meravigliare, ma poi l’ingenuità si perde e bisogna pensare ai casini quotidiani, come sta cavolo di terza prova che ci sta angosciando..

Vanessa Bianchi
5 A

Come prima lettura non mi è molto chiara. Usa un linguaggio che sinceramente non è il mio forte, però mi sforzo a capirlo. Ora, dopo queste prime righe non saprei più cosa dire, o meglio, scrivere. Continuare con qualcosa che forse risulta insensato, come la matematica per me. Che cosa vuol dire limite di qualcosa per una x che tende a qualcos’altro. Ora davvero non credo di sapere più come andare avanti, forse basterebbe usare un po’ di fantasia, inventare un mondo nuovo diverso, fantastico. Magari con persone strane, senza senso, parole che non c’entrano l’una con l’altra, come probabilmente sto facendo io in questo momento. La mano comincia a fare male, e stranamente sono arrivata già alla fine della pagina. Allora sono creativa? Boh? … sto esitando a scrivere ho la mente vuota..bè, ho appena scritto la contraddizione a quello che ho scritto cinque minuti fa… Penso di non avere risposto alla mia domanda. Non ricordo neanche più qual era l’incipit, ricordo solo parole sparse, freno, forse, risvegliarsi, oppure non c’erano nemmeno. Chissà quando scade il tempo, perché la mano mi fa male. Ah, cominciava con Esplodere o Implodere… secondo me è meglio esplodere, forse perché implodere è una cosa che viene dall’interno e io non riesco a tenere tutto dentro.

Debs
4 F

Esplodere o implodere – disse Qfwfq – questo è il problema: che sia più nobile intento espandere nello spazio la propria energia senza freno, o stritolarla in una densa concentrazione interiore e conservarla ingoiandola. Sottrarsi, scomparire; nient’altro; trattenere dentro di sé ogni bagliore, ogni raggio, ogni sfogo, e soffocando nel profondo dell’anima i conflitti che l’agitano scompostamente, dar loro pace; occultarsi, cancellarsi: forse risvegliarsi altrove, diverso.
Mettersi in un angolo con le mani sugli occhi credendo così di essere diventato invisibile, come i bambini, immaginando ciò che di più bello e piacevole ci sia al mondo. Nessuno può più vederti, nessuno può più sentirti. Ci sei solo tu con il tuo mondo, il migliore tra i mondi, perché sei tu il Creatore e nessuno può importi come agire. Cancellare il presente, cancellare il passato. Mantenere solo il futuro, sperando che sarà migliore dei suoi due compagni; sperando di non ritrovarti più qui seduto a pensare cosa sia meglio tra “implodere” ed “esplodere”, perché quel presente sarà troppo felice per certi dubbi. Ma poi ti accorgi che non sei più un bambino, che la fuga non è più la risposta. E il problema ora è “implodere o esplodere”. Implodere… Esplodere… Implodere…Va bene, mettiamo caso che sia meglio esplodere. Sì, perché tenersi tutto dentro? Perché logorarsi lentamente a causa degli altri?
IO VOGLIO URLARE! VOGLIO CHE TUTTI MI CONOSCANO! VOGLIO CHE TUTTI SAPPIANO!
Ma sapere cosa? Tutto, su di me, sulla mia vita. Un esplosione va fatta come si deve, in modo tale che tutto venga alla luce. Riempirò il mondo con la mia energia, positiva o negativa che sia. Sì, sarebbe come liberarsi di un peso grandissimo, solo così potrei finalmente essere felice!
Ma interesserebbe a qualcuno tutto ciò? Esiste al mondo qualcuno che non si tapperebbe le orecchie ad un botto così forte? Il rumore non è mai piaciuto alla gente, tutti preferiscono il silenzio, la tranquillità. L’esplosione disturba “la quiete pubblica”; potrei ricevere una multa non indifferente per questo. E allora tutto questo discorso non ha alcun senso e alcuna importanza. Continuerò a tenermi tutto dentro, a soffocare le mie emozioni e i conflitti interiori, occultandomi, cancellandomi e continuando a sperare di svegliarmi, un giorno, altrove, diverso.

Di Filippo
Martino
5 D

Perché non cogliere questa occasione per dimenticarsi ogni cosa, lasciare all’esterno i propri crucci e vederli svanire; ricominciare da zero. Nuovi spazi, nuove entità, portandosi dietro solo il meglio dei ricordi.
E poi? – Xycil si intromise nei suoi pensieri, staccandolo da quel sogno per un attimo divenuto realtà nella sua mente. – Poi, cosa cambierebbe? Fuggire dal peso delle tue preoccupazioni rifugiandoti in te stesso, sperando in un’altra opportunità. Un’altra esistenza, gli stessi problemi. Legato dalla malinconia ai ricordi che ti porteresti dietro. No, la mia strada è un’altra. Liberarsi dei vincoli di questa noiosa e monotona realtà, espandersi. Assaporando, per una volta, l’assenza di limiti. Un ultimo istante, come l’ultimo raggio di sole al tramonto, prima di raffreddarsi, per conoscere l’immensità. Il singolo ricordo che ti porterai appresso per l’eternità. Non è forse questo che si va cercando?